balletto '90

Progetto 2008

 

Chi siamo 

Anita Bucchi

Paola Catalani

Franco Grasso

Artisti

Repertorio

Progetto 2008

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Contatti

 

 

 

Coproduzione Festival Invito alla Danza e Balletto ‘90

 

 “SAHARA” 

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Con la partecipazione straordinaria dell’étoile Giuseppe Picone  

 

Ideazione e coordinamento

Marina Michetti

Coreografia

Walter Matteini

Musica

Autori vari

Costumi

Franco Grasso in collaborazione 

con l'Accademia di moda e 

costume di  Roma

Luci

Oscar Bonavena

Impianto visivo ed elaborazione video

Marco Schiavoni

maitre de ballet  Pia Russo

 

 

 

Giuseppe Picone 

Primi Ballerini

Ina Broeckx,  

Emanuela Lattanzi,

Matteo Boldini, 
Mattia De Salve, 
Danzatori Ezio Ferrari 
Enzo La Cassia
Marco Magrino

 

 

 

Violino

Elisa Green

Percussioni

Vittorino Naso

Attore

Raffaello Fusaro

 

Un’antica leggenda araba racconta che ALLAH in collera con gli uomini, volle punirli facendo cadere sulla terra un granello di sabbia per ogni loro atto di egoismo. Dove un tempo c’erano fiumi e savane, dove correvano leoni e gazzelle, nacque il Sahara, padre di tutti i deserti.

Questo spettacolo è un viaggio nel più grande deserto del mondo, tra i suoi paesaggi rocciosi e le sue sabbie multicolori, sotto il suo sole accecante e nelle sue notti gelide sotto sterminati cieli stellati. Sahara è inoltre una testimonianza contro l’atteggiamento di oblio e di isolamento in cui sono ingabbiate le “civiltà della sabbia”. Le popolazioni nomadi, che per secoli hanno attraversato gli immensi spazi del Sahara trasportando con le loro carovane le mercanzie più pregiate o dedicandosi alla pastorizia, sono imbrigliate in una ragnatela di confini tracciati in modo arbitrario. Le terribili siccità e carestie degli ultimi trent’anni hanno bruciato i loro pascoli e sterminato le greggi. Le lunghe carovane silenziose sono state sostituite dai convogli dei camion. Il vento e la sabbia hanno cancellato le antiche piste della transumanza. I Berberi, la più antica popolazione del Sahara, le tribù dei Beduini, i Tuareg, i signori incontrastati del deserto, i leggendari “uomini blu” emblema di libertà e fierezza, rischiano l’annientamento culturale minacciati dall’aggressione della società moderna.  Non si può imbrigliare un’anima libera in una civiltà globalizzante; l’essere nomade non è solo un modo di vivere, ma soprattutto un modo di pensare che si esprime anche con il diritto di dormire sotto un tetto di stelle. A tutti loro è dedicato questo spettacolo.

Walter Matteini  è uno dei giovani coreografi italiani di maggior talento. Diplomatosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha lavorato per le più importanti compagnie italiane e straniere quali l’Aterballetto con Mauro Bigonzetti, il Balletto di Roma con Franca Bartolomei e Walter Zappolini, il Balletto Nazionale di Marsiglia con Roland Petit, I Balletti di Montecarlo con Jean C. Maillot, l’Opera di Lione con Yorgos Loukos. Interpretando ruoli con compagnie di tale rilievo gli ha consentito di lavorare con i più bei nomi della danza contemporanea: J. Kilian, W. Forsythe, M. Ek, B. Cullberg, M. Marin, J. Neumeier ecc… Il suo interesse primario è tuttavia quello coreografico e le stesse compagnie in cui è danzatore gli offrono l’opportunità di esprimersi. Nascono così “La Fleur Cachée” per i Balletti di Montecarlo, “Fruscìo” per l’Opera di Lione. Molte creazioni per l’Aterballetto: “Fiori d’Irlanda”, “Tre parti di noi”, “Parole sospese”, “Luce Bianca”. Per l’étoile internazionale Giuseppe Picone ha creato “Bolero” e “Adagetto”.

 

Marco Schiavoni

Compositore, produttore musicale, videomaker, scrive musiche di scena per danza, teatro e cinema dal 1979. I suoi lavori sono presenti in oltre ottocento produzioni e spaziano dal balletto classico alla danza contemporanea, al teatro. Si occupa inoltre di immagini e tecnologie digitali per la realizzazione di cortometraggi, videoclip e videoinstallazioni. Ha realizzato la videoscenografia digitale per l’opera lirica “La cenerentola” di Rossini andata in scena a Bari per la stagione del Teatro Petruzzelli e, nel 2007, per “Il Filottete”, con Pino Micol, nel Teatro Olimpico di Vicenza. Nello stesso anno, con il documentario “Salvatore, un pastore sardo a Vetralla” ha vinto il premio della giuria e del pubblico nel concorso “Lazio, Terre Genti e Miti”.